E’ unanimemente riconosciuto (per lo meno dall’universo mezzaghese) che  niente esiste al mondo di più buono della torta paesana della nonna, della grappa del prozio e dell’asparago rosa: già squisiti, è il sapore di casa a renderli speciali.

E leggere Elena Rausa, Ilaria Pignatel, Ivan Fedeli e Fabio Deotto è un po’ come addentare quella fetta di torta: è familiare, fa bene al cuore e ti fa sentire privilegiato.

Sono infatti tutti e quattro autori “a chilometro zero” i protagonisti di questa rassegna indetta dalla Biblioteca Civica di Mezzago nei mesi di maggio e giugno: sono nati, hanno lavorato e vissuto per anni nella via accanto alla nostra, nostri vicini di casa hanno maturato una passione per la scrittura, e uno per uno ce l’hanno raccontata.

Ad inaugurare la serie di incontri, l’otto maggio, è stata Elena Rausa, giovane insegnante al suo romanzo d’esordio: “Marta nella corrente”, edito da Neri Pozza, è un racconto intenso, che riesce a scandagliare, misurato e mai morboso, l’intreccio di drammi umani e relazioni problematiche che inscena.

Sorprendentemente giovane è poi la protagonista dell’incontro del ventidue maggio: Ilaria Pignatel, diciotto anni e mezzo, studentessa di liceo scientifico, ha scritto e pubblicato il suo primo romanzo a soli sedici anni; ed è infatti una quindicenne la protagonista de “Il buio e niente più”, edito da Vertigo, una ragazza forte e matura alle prese con la problematica ricerca dei suoi veri genitori e della sua identità.

Il terzo incontro dà invece spazio alla poesia con la voce di Ivan Fedeli, professore nella nostra scuola media: la sua nuova raccolta “Campo lungo”, edizioni Puntoacapo, ha quella scintilla di magia che il poeta sapientemente accende raccontando la quotidianità più trita e cogliendone il particolare che ce la restituisce rinnovata e ammantata di una bellezza inedita.

La conclusione della rassegna, il sei di giugno, è toccata ad un altro giovane autore, Fabio Deotto, trentatré anni, che nel 2014 ha pubblicato per Einaudi il suo romanzo d’esordio, “Condominio R39”: un racconto che si muove tra il giallo e il thriller, una serie di quadri familiari che pur vivendo gomito a gomito, porta accanto a porta, scoprono di non conoscersi affatto, ognuno reso sfocato agli occhi dell’altro dalle tinte un po’ fosche della propria storia.

Quattro esperienze letterarie diverse tra le quattro mura di Mezzago e poco più in là. Quattro paia d’occhi che guardano ciò che i nostri occhi, tutti i giorni, guardano e che però vedono quello che noi non sempre vediamo. Quattro voci che ci permettono di gustare quel particolare tipo di evasione dalla realtà che è vivere, attraverso le pagine di un libro, un’avventura calata nella ben nota quotidianità di rapporti, relazioni e incombenze giornaliere che costituisce il nostro mondo, facendocelo percepire meno insipido e scialbo, per il tempo che dura un racconto.

E anche più a lungo, se siamo fortunati, o se abbiamo voglia di riprenderlo in mano.

Magari davanti ad una bella fetta di torta.

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