Genitori nel bullismo

Genitori nel bullismo

Propongo un’altra visione di una classica situazione di bullismo in cui, generalmente, ci si immagina due attori principalmente coinvolti: il bullo e la vittima.

Io credo che uno sguardo allargato ci possa permettere di vedere oltre le spalle dei ragazzi incontrando le figure dei genitori. Non si vuole certo, in questa occasione, attribuire delle colpe, bensì sottolineare delle responsabilità ed è giusto che ognuno si prenda le sue.

Diversi studi hanno evidenziato come la figura del bullo, di colui cioè che prevarica, che agisce violenza, fisica o psicologica, rimanda ad una persona poco capace di vicinanza emotiva, in altre parole inadeguato nel comprendere cosa possa provare la persona che ha di fronte.

Nell’ottica di crescere ragazzi capaci di immaginare le conseguenze delle proprie azioni, un compito importante, che è dei genitori, è quello di insegnare ai figli a riconoscere le emozioni, partendo dalle proprie per arrivare a quelle degli altri.

Nel tempo di crescita in famiglia dovrebbe esserci uno spazio in cui le emozioni possano essere espresse, tutte, liberamente, l’ambito familiare diventa un posto dove si impara a dare il giusto nome a quella che è la tristezza oppure la rabbia e dove ci si accompagna a trovare le modalità adeguate per esprimere ogni stato d’animo.

In questa direzione diviene importante un clima familiare nel quale sono fondamentali, da parte degli adulti alcuni ingredienti: la disponibilità, l’ascolto e il confronto.

C’è un momento in cui i ragazzi acquisiscono autonomia, sotto diversi punti di vista, questo può far pensare che è il momento in cui, come genitori, ci si può ritirare dal proprio ruolo educativo. Ma non è così, cambiano certo le modalità, si modificano alcune regole, ma il manifestare interesse e prestare attenzione alla vita dei figli rimane fondamentale.

Un dialogo positivo aiuta i ragazzi a chiedere aiuto nel caso in cui si dovessero trovare in una situazione complicata e permette ai genitori di avere sempre un’idea dei propri figli. Questo aspetto è diventato ancora più importante in un’epoca in cui i ragazzi hanno aumentato la complessità relazionale attraverso le molteplici possibilità di incontrare altre persone e mondi diversi, sia virtualmente che di persona.

Accanto a tutto ciò dobbiamo insegnare ai ragazzi, ogni giorno della loro vita, il rispetto per gli altri e comportamenti che siano sempre ispirati alla tolleranza e all’educazione.

Una relazione forte, salda con i propri figli, che non significa che deve stringere o chiudere, ma che sostiene ed aiuta a scegliere, poggia obbligatoriamente sulla fiducia reciproca.

Con l’intento, ancora una volta, di mettere a disposizione i pensieri e le riflessioni, credo sia importante sottolineare la responsabilità dei genitori, che non significa quindi scagionare i figli dai loro errori, bensì essere una risorsa preziosa per una crescita serena dei nostri ragazzi.

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