Rumor

Rumor

Lasciare questo mondo piccolissimo

Sono tre ragazzi della provincia di Novara, si chiamano Marco Platini, Elia Anelli e Evita Polidoro,  insieme si chiamano Rumor e fanno della gran buona musica.

La band (Marco alla voce e al basso, Elia alla chitarra) nasce nel 2007, riassestando la formazione nel 2013 con l’ingresso di Evita alla batteria. Di lì in poi è un’escalation: il primo EP, “Pois” del maggio 2014, il singolo Iuvullai trasmesso su Rockit e Rock Tv, la vittoria al Pending Lips Festival, “L’Italia a Pois tour”, che, dall’aprile del 2015 impegna il gruppo in decine e decine di concerti per tuttala penisola, e intendo proprio tutta, dall’alto al basso, da destra a sinistra.

Dopo più di duecento date, dopo live su palchi come Carroponte e Circolo Magnolia, aprendo ad artisti del calibro di Niccolò Fabi, Marta sui Tubi e Tre Allegri Ragazzi Morti, i Rumor approdano tra i dodici finalisti di Sanremo Giovani 2016 con Il grande salto, andando in diretta televisiva su Rai1 e mancando di un soffio la vittoria che significava l’accesso alla trasmissione nel febbraio successivo. Dopo aver mandato a spigare, noi tutti accaniti fan, l’oggettiva ottusità di Carlo Conti e dei suoi colleghi giudici, che potrei perderci i giorni interi infiorettando epiteti poco lusinghieri nei confonti della loro quasi totalità, nuove soddisfazioni: un secondo tour italiano, questa primavera, ha rodato i nuovi pezzi, che a breve saranno accessibili anche a noi che, miserrimi, non ci siamo potuti permettere un treno per Napoli per ascoltarli dal vivo, grazie ad un CD nuovo di zecca: il primo vero e proprio album della band è stato, infatti, registrato in studio in questi ultimi mesi ed è pronto a vedere la luce per raccontarla dalla A alla Z, che di cose da dire ce ne sono a volontà.

I pezzi, dai testi spesso intensi e introspettivi, sono tutti belli per davvero, e hanno quella qualità necessaria e sufficiente per meritare di raggiungere più orecchie possibili, e cioè che quando li ascolti una volta, poi li vuoi ascoltare ancora.

Insomma, io vi lascio i loro contatti, e vi consiglio di cuore di dare un bell’ascolto.

Anzi, due.

Siamo puntini. Tre puntini in mezzo a questo mondo che a guardarlo per davvero ci dona tutta la sua bellezza. Facciamo cose così piccole, che diventano immediatamente importanti e indispensabili. Almeno per noi. Un giorno dopo l’altro, un passo alla volta, il cuore batte forte e l’occhio diventa lucido. Forti e assieme come una famiglia. Chiamiamolo pure così: amore.

Irina Bordogna

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