Eroi per un giorno: Donne migranti si raccontano

Eroi per un giorno: Donne migranti si raccontano

L’emigrazione è uno dei fenomenti preponderanti della nostra attualità – uno dei più dibattuti, commentati, analizzati, discussi e approfonditi.

Molti sono i racconti, le testimonianze, le cronache dedicate al fenomeno. Ma pochi di questi racconti, di queste testimonianze e di queste cronache hanno il pregio che Donne migranti si raccontano possiede: una perfetta, costante e suggestiva sensibilità, che è la sensibilità di tratteggiare nove caratteri di donne personalissimi, di dare vita a nove nature diverse ma ugualmente vive, ugualmente piene, forti, intense, indimenticabili.

C’è Soledad, la ragazza peruviana che dà voce al suo dolore con la danza; c’è Farah, l’iraniana che scappa dalla guerra su un barcone; c’è Zahra, senegalese che si riconquista vita e dignità grazie alla solidarietà che si instaura tra lei e Sara, una donna italiana; c’è Irina, che abbandona l’Ucraina per dividersi tra duro lavoro e i suoi compiti di mamma e nonna; c’è Carmen, che vive il distacco insanabile dalla provinciale famiglia pugliese una volta trasferitasi a Bologna per studiare; c’è Penelope, la donna greca alle prese con la crisi economica; c’è Noor, archeologa siriana in fuga dalla guerra. Storia a parte fanno poi gli ultimi due racconti, che reinterpretano le vicende di due eroine classiche, Ermione e Andromaca (l’archetipo proprio della migrante, strappata a Troia e consegnata alla Grecia che le ha ucciso l’amato marito e il figlio).

Queste storie appassionate di personalità femminili sono, non a caso, frutto del lavoro a quattro mani di due donne altrettanto appassionate:  Angela Villani e Franca Longo, insegnanti e colleghe al Liceo A. Banfi di Vimercate, sfruttano a piene mani la propria particolare sensibilità, elementi autobiografici e reali (come quelli attribuiti al personaggio di Penelope, ispirata da una donna conosciuta ad Atene) e le uniscono ad un’ormai collaudata capacità di comporre insieme, che aveva già dato come frutti la pubblicazione di Saffo & Merini. Quando le Muse parlano edito per Asterios nel 2013 e quella di Sulle orme di Orazio. Viaggio reale e fantastico, stampato l’anno scorso da Schena Editore (lo stesso che ha poi dato la luce anche a quest’ultima collaborazione letteraria).

In tutto il libro si trovano le tracce di un’analisi acuta della realtà che sa unire i puntini della storia, dall’antichità alla contemporaneità, e rintraccia un fil rouge che ha caratterizzato tutte le vicende dell’umanità: la necessità che spinge ad abbandonare il proprio paese d’origine e il tentativo di non perdere le proprie radici. Conflitto, questo, che nel nostro particolare caso viene superato grazie alla forza propulsiva della femminilità, intesa come capacità di essere madre, moglie, figlia, compagna, amica, di darsi con coraggio e con fiducia, di tenersi stretto ciò che fa bella la vita al di là delle brutture della realtà d’ogni giorno – la musica, insieme alla danza, al canto, alla poesia, all’amore per le persone, i luoghi, l’arte – e di perpetuarle ovunque esse si trovino e qualsiasi prova debbano affrontare, tenendo acceso un fuoco che le rende vive, belle, forti, donne.

Una splendida via, insomma, per sensibilizzare riguardo ad una problematica sempre attuale, e per avvicinare i lettori al cuore di un fenomeno che deve interessare tutti quanti: sulle note di qualcuna delle celebri canzoni citate nel testo possiamo entrare in contatto con realtà che paiono tanto distanti da noi, ma che stanno invece, il più delle volte, non molto più in là del nostro naso, se solo ci si prende la pena di guardasi intorno.

“Oh, we can be heroes, just for one day”.

Irina Bordogna

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