Gli ultimi 100 anni di Palazzo Archinti

Gli ultimi 100 anni di Palazzo Archinti

Il complesso di Palazzo Archinti lo conosciamo tutti. Non c’è modo di passare per il paese
senza che lo sguardo vi incappi, e lo stesso vale per il tempo, che non sembra passare se
non con il tintinnio acuto che, dal loggiato in cima alla Torre, scandisce puntualissimo ogni
mezz’ora. Viene difficile anche pensare all’origine di quel complesso: semplicemente c’è e
c’è sempre stato. Se proprio un giorno il dubbio dovesse sorgere, verrebbe formulato come
l’insolubile questione dell’uovo e della gallina: è nato prima il Palazzo o Mezzago? La
risposta non è per niente scontata e può variare a seconda di cosa si intende per “Palazzo”
e “Mezzago”, non ad oggi, ma più o meno intorno al XII sec.
Il primo documento in cui si fa riferimento a Mezzago risale all’anno 745 d.C., quando, a
cavallo tra la dominazione longobarda e franca (sec. VII -XIII), fa la sua comparsa una
signoria feudale sotto la famiglia dei “de Amezago”. Intorno alla metà del XIII secolo una
confraternita di monaci dell’Ordine degli Umiliati si insediò in quello che oggi è il territorio di
Mezzago, pare acquistando i beni dei “de Amezago”. Di questo non esistono documenti
certi. Comunque pare che si debba a loro la costruzione della Torre come sovrapposizione a
edifici feudali precedenti e che tale torre fosse adibita a laboratorio: sembra che nell’odierno
“Palazzo” i monaci avessero appunto ricavato e organizzato oltre agli spazi di preghiera e
abitazione, anche locali per lavorare e immagazzinare la lana. L’Ordine venne sciolto nel
XVI sec. Nel 1500 è documentata la nuova proprietà del Palazzo: una Scuola Quattro Marie
di Milano, poi una famiglia Biffi e la famiglia Milanese dei da Corte fino al 1720, anno in cui
Giovanni Battista da Corte, fattosi gesuita, donerà i suoi averi, con il “Palazzo e la Torre”,
alla fabbrica di S.Fedele di Milano, dell’Ordine dei Gesuiti. Nel 1773 la Torre e il Palazzo
verranno incamerati dal governo austriaco, che li venderà nel 1779 alla potente famiglia
milanese degli Archinti che, pur dando il nome al complesso, lo tenne per soli 26 anni. Nel
1815 Palazzo Archinti verrà acquistato dai fratelli Radaelli , che lo daranno in affitto fino al
1966 quando diventerà di proprietà della Cooperativa di Consumo di Mezzago.
Fermi tutti: apriamo il paracadute e rallentiamo questa caduta tra i secoli per atterrare più
dolcemente sull’oggi. Dopotutto gli anni più vicini ci offrono testimonianze dirette e sono
relativamente più interessanti per capire cos’è Palazzo ora.
Nel periodo della proprietà Radaelli la corte del Palazzo era caratterizzata da una
configurazione abitativa semi-comunitaria tipica del periodo: gli spazi non erano divisi in
moderni appartamenti, bensì in locali. In particolare, al piano superiore si trovavano una
serie di singole camere da letto, mentre il pianterreno ospitava la cucina e altri spazi comuni;
i servizi igienici erano invece al centro del cortile. Al momento dell’acquisto del complesso
da parte della Cooperativa la struttura era già vuota e in molti punti inagibile.
Ma il Palazzo che conosciamo e frequentiamo non sembra aver molto a che fare con
appartamenti e abitazioni: dev’esserci stato necessariamente un cambiamento nella sua
funzione. Cosa trasformò il Palazzo da struttura abitativa a luogo ad uso sociale? La risposta
è da trovarsi nell’idea di utilizzare gli spazi acquisiti per tenere la Festa de l’Unità (fino ad
allora svoltasi intorno al Cinema Ponte) e la nascente Sagra degli Asparagi. Così iniziò la
ristrutturazione pensata per dotare la struttura di tutto il necessario per le feste, creando il
nucleo fondamentale di quello che ad oggi sono le cucine da ristorante. Con il passare degli
anni la struttura non solo cambiò volto, ma si consolidò anche la percezione del Palazzo come complesso ad uso sociale. Da qui l’intenzione di investire per
ristrutturare il tetto e recuperare i piani superiori, espandendo il ristorante e creando gli spazi
dove dal ‘94 si trova l’Accademia Alberto Mozzati. Del 1995 è invece il restauro strutturale
della Torre, ma il processo di “rinascita” del complesso non finisce qui: il restauro più
recente, completo, è iniziato due anni fa per concludersi nella primavera appena passata,
dandoci un Palazzo ancora più nuovo e accogliente.

Riccardo Biffi

2 thoughts on “Gli ultimi 100 anni di Palazzo Archinti

  1. Buongiorno. Quale sarebbe il documento del 745 dove viene citata la famiglia dei De Amezago? Su che base stratigrafica la torre sarebbe del XII secolo?
    Grazie per la cortese attenzione.

    1. Le informazioni storiche sono tratte da “L’Albero e le Parole – Autobiografia di Mezzago”, di Sergio De La Pierre (ed. Franco Angeli), dove si trova una trattazione più dettagliata, completa e precisa (con annesse fonti e bibliografia) riguardante la storia di Mezzago.
      La rimandiamo dunque alla nostra fonte per gli approfondimenti che richiede.
      Grazie per l’interesse!

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