Giornata Internazionale contro la violenza alle Donne

Giornata Internazionale contro la violenza alle Donne

Due scarpe rosso brillante, con tacco vistoso, appese su un telo nero. Musica avvolgente, luci soffuse. Così si presenta la sala civica a chi vi si introduce per assistere ad uno spettacolo sui generis, la sera di venerdì 25 novembre.

Sei donne che sputano parole di pietra, trascinate da storie di quotidiana oppressione e disumana violenza. Un uomo che racconta con freddo distacco la sua forza brutale, meschina e vigliacca.

Nell’aria alcune note come a far riprendere fiato alla gente accomodata, schiacciata dal peso di quelle storie così forti da non parer vere.

Storie di ogni dove, ceto e appartenenza. Storie reali, che troppo spesso si ripetono e costringono un enorme numero di donne al riposo eterno. Storie di uomini che uccidono donne, storie di possesso, fragilità e violenza. Storie di uomini che hanno inferto un colpo e di donne che l’han subito a morte.

Questo accade nel mondo troppo spesso, questo accade in Italia: ogni 3 giorni una donna viene uccisa dal proprio compagno, partner o ex fidanzato.  128 donne uccise in Italia nel 2015, 136 nel 2014, 179 nel 2013. Aspettiamo i dati del 2016!

Nel 2015 Il 35% delle donne nel mondo ha subito una violenza fisica o sessuale, due terzi delle vittime degli omicidi in ambito famigliare sono donne.  Aspettiamo i dati del 2016!

25 Novembre: Giornata Internazionale contro la violenza alle donne.

Non possiamo far finta di nulla. Noi donne, voi uomini. E’ una giornata di vergogna e di rabbia, una data da non commemorare ma da agire, con ancor più vigore. A partire da chi la cultura la può cambiare: genitori, educatori, insegnanti, amministratori…ma soprattutto Donne. Dobbiamo invertire la rotta e spezzare un meccanismo viziato che veda  le donne in prima fila a crescere figlie e figli autonomi, indipendenti, liberi e rispettosi dell’altro e dell’altra; giovani donne e giovani uomini che sappiano vivere la libertà individuale, anche nella relazione a due; che non cerchino una proprietà da conquistare ma un dono prezioso da accompagnare, fianco a fianco finché i cuori ne avranno desiderio.

Il cuore di quelle donne uccise ha smesso due volte di battere: prima per il loro uomo e poi per mano di quell’uomo.

Basta.

IN PIEDI, SIGNORI, DAVANTI AD UNA DONNA!

"Il giornalismo con la partecipazione attiva dei lettori" La Redazione

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