Caro Sindaco ti scrivo

Roberta Brioschi presenta un nuovo libro

Domenica 20 novembre in sala civica,  nella ricorrenza  della giornata mondiale dei diritti dell’infanzia, ho avuto il piacere di presentare il nuovo libro di Roberta Brioschi  ‘Caro sindaco ti scrivo’, storia dell’amicizia tra due bambini: Amir, profugo,  e Simone, che soffre di autismo.  Presenti il Sindaco Giorgio Monti e i rappresentanti dell’Associazione ‘Insieme si può fare’, che da oltre due anni opera con importanti progetti che portano aiuto ai bambini e alle famiglie dei campi profughi  in  Siria e a Milano. Il contenuto del libro è stato illustrato e spiegato dalla stessa Roberta con il prezioso sostegno della lettura di alcuni brani da parte del piccolo Walid e di Anna da Bellonio, mentre Bruna Mandelli ha parlato degli interventi di ‘Insieme si può fare’. Grande emozione in apertura alla lettura della lettera di Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa,  in risposta e a commento del  libro che Roberta le  aveva inviato in omaggio.  Per un giorno quindi i bambini  al centro dell’attenzione,  mettendo a fuoco come il fenomeno dell’immigrazione, già così drammatico, produca danni incommensurabili e ancora più gravi proprio sul mondo dell’infanzia. Il libro di Roberta è centrato sull’amicizia tra Amir, bimbo profugo che esce spesso dal Centro di accoglienza per esplorare l’isola, e Simone, un bambino che d’estate viene in vacanza nell’isola con la sua famiglia. Il libro si muove sull’amicizia molto delicata e poetica che si crea tra i due bambini e sulla progressiva uscita di Simone dall’isolamento creato dal suo problema: l’autismo.  Questa storia, nella sua trama lineare e nel finale positivo,  diventa importante perché il mondo dei bambini può insegnare moltissimo anche agli adulti, se volessero imparare. Intanto situazioni con disagi diversi si potrebbero alleare per trovare punti di forza. Inoltre chi arriva e riparte da zero  può trasformarsi in risorsa. Questo lo sappiamo, e già succede, ma non è sufficientemente riconosciuto. Un ultimo punto che mi sento di indicare e che, come nel  libro di Roberta, può essere la vera chiave di volta, è l’importanza di lasciare spazio alle emozioni  nella ricchezza di nuove relazioni.  Nel corso dell’incontro l’Associazione  ‘Insieme si può fare’  ci ha mostrato che aldilà di sterili pregiudizi c’è la concretezza di chi non lascia che la solidarietà rimanga una parola vuota,  senza chiedere aiuto ai riflettori. Chiuderei  ricordando come Giusi Nicolini sottolonei  l’importanza e la necessità che la sensibilizzazione sui temi dell’immigrazione  trovino uno spazio adeguato nella scuola.

AA

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