Volevamo braccia sono arrivati uomini!

Volevamo braccia sono arrivati uomini!

In Svizzera, negli anni 60 ci fu una grande ondata di immigrati italiani e lo scrittore Max Frisch disse la frase riportata nel titolo: “volevamo braccia, sono arrivati uomini”, spiegando in questo modo perché troppi connazionali fossero così ostili agli immigrati italiani contro cui avevano scatenato tre referendum.

Ma oltre a questo la frase evidenzia che il fenomeno dell’emigrazione non può essere considerato solo un insieme di numeri perchè dietro ad ogni numero vi è un uomo con il proprio diritto a vivere un’esistenza dignitosa.

Migrare è una caratteristica di molte specie animali, uomo compreso. Gli individui umani da tempo immemorabile si sono mossi in gruppi di luogo in luogo alla ricerca di alimenti o per evitare pericoli.

Abbiamo cominciato a migrare trenta o quarantamila anni fa, quando i nostri bisavoli Homo Sapiens sono usciti per la prima vota dall’Africa espandendosi lentamente verso il Medio Oriente, l’Asia e l’Europa.

Quella economica fu la causa prima dei movimenti migratori, accano ad essa altre ragioni diedero poi impulso al fenomeno: guerre, conflitti sociali, intolleranze religiose.

A partire dagli anni 2000 le migrazioni internazionali assumono un rilievo senza precedente, in base agli ultimi dati diffusi dall’ufficio statistico dell’ONU i migranti internazionali erano 244 milioni nel 2015 con un aumento di 71 milioni rispetto al 2000.

A differenza del passato, non sono più gli europei ad emigrare nel resto del mondo ma è il pianeta intero che è in movimento, in special modo il sud del mondo e questo processo non si interromperà dal momento che la crescente spinta migratoria verso i paesi economicamente più sviluppati riflette una realtà mondiale sempre più segnata da profondi squilibri di crescita e di benessere, da crisi politiche e ambientali produttrici di rifugiati e di sfollati interni e  matura anche  la consapevolezza che è possibile cambiare il corso della propria vita attraverso la migrazione internazionale.

Il tema delle migrazioni merita di essere studiato, divulgato e affrontato in modo serio perché la riflessione sulle migrazioni ci mette di fronte allo stato in cui versano la nostra democrazie e il nostro vivere insieme perchè è semplicemente ripugnante ridurre degli esseri umani, come vorrebbero alcuni slogan ormai sempre più in voga, a esclusiva categoria di invasori.

Vi riporto ora tre grafici presi dall’ultimo rapporto annuale “Global trends “ dell’UNHCR  relativo alle migrazioni forzate (guerre, disastri ambientali…) e l’ultimo preso dal progetto “Missing Migrants” dell’OIM (Organizzazione Mondiale delle Migrazioni) che  mostra il numero dei migranti morti (migranth deaths) nel 2016 durante il loro viaggio alla ricerca di una vita migliore (7495 nel 2016 – 5729 nel 2015)

Mariangela Villa

"Il giornalismo con la partecipazione attiva dei lettori" La Redazione

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