Educare all'Amore

Educare all’Amore

Eccoci ad un altro capitolo che ci coinvolge, come genitori.

Due sono gli aspetti che costituiscono l’educazione all’amore e che si intrecciano fortemente senza permetterci di capire dove finisca uno e dove inizi l’altro. Ed è importante che ci siano sempre entrambi.

Da una parte l’educazione all’affettività, che riguarda l’interiorità delle persone, i sentimenti, le emozioni che dobbiamo imparare a riconoscere in noi stessi per poi poterli accettare dagli altri. Vuol dire espressione di se stessi. È il dentro.

Dall’altra l’educazione alla sessualità che ci parla di un corpo e delle sensazioni che esso suscita in noi e nell’altro vicino a noi. E’ un arcobaleno di aspetti che richiamano l’intimità, il piacere, il contatto e il dono. È il fuori.

 

Ma torniamo a noi, genitori. E’ ormai chiaro e risaputo che i nostri figli hanno a disposizione quantità di informazioni che arrivano dalla scuola, dagli amici, da internet nonché dai social, ma è importante che continuiamo ad essere noi ad avere un ruolo educativo principale, fa parte delle nostre responsabilità!

Quindi, per quale motivo è importante che affrontiamo noi  questo argomento? Innanzitutto perché noi trasmettiamo insieme alle informazioni anche delle modalità, la nostra vita accanto a loro è l’esempio più significativo che hanno a disposizione; poi perché noi siamo coloro che li conoscono meglio di chiunque altro e sappiamo quindi come raccontare certe cose e poi perché tutti gli altri contesti non hanno il valore aggiunto della cornice affettiva che porta fiducia, affidamento e responsabilità.

Ricordiamoci che le immagini, della tv, di internet, dei social, sono molto esplicative ma allo stesso tempo sono forti, a volte devastanti, a volte incomprensibili e spesso sono viste dai ragazzi senza che ci sia un adulto che aiuti a darne un adeguato significato. Può capitare anche che i figli possano incappare in informazioni scorrette, parziali o fuorvianti.

Come già detto in altre occasioni il nostro ruolo, di genitori, è anche in questo caso quello di dare dei confini, insegnare che ci sono dei limiti da rispettare: il mio e quello dell’altro. Crescendo i ragazzi devono imparare il rispetto dell’altro e di se stessi anche attraverso il proprio corpo e aiutandoli a capire quali possono essere le conseguenze di ogni nostro atteggiamento, devono crescere prendendosi le loro responsabilità.

Insegniamo ai nostri figli che anche nell’affettività e nella sessualità si fanno delle scelte e che non sono obbligati a far niente di cui non sono pienamente convinti.

 

Quando parlare di affettività? E’ inevitabile, avviene fin da subito, da sempre: vivere in una famiglia presuppone respirare ogni giorno l’affetto che passa tra mamma e papà, tra genitori e figli, tra i fratelli. Ed è chiaro che ogni famiglia abbia il suo modo di viverla e di esprimerla, ma di affettività sempre si parla.

Quando parlare di sessualità? Quando ce lo chiedono loro, i figli, e può essere anche a quattro anni di fronte al pancione della zia oppure dinnanzi alle differenze fisiche tra fratelli e sorelle. Quando le occasioni si presentano e così le nostre spiegazioni sono maggiormente significative perché legate ad una esperienza diretta e concreta.

Oppure quando ci sono degli importanti cambiamenti del proprio corpo: la pubertà è un momento fondamentale in cui è importante fare chiarezza su ciò che sta succedendo, rassicurarli sul fatto che ciò che accade è naturale e succede a tutti.

Noi genitori osservando i nostri figli possiamo capire quando è il momento migliore di parlare per ognuno di loro.

 

Posto che le occasioni un po’ si creano, un po’ le definiamo noi, resta da capire come affrontare l’argomento. Certo l’affettività si spiega più con i fatti che con le parole, con la disponibilità ad accettare le emozioni dei figli, anche quelle più faticose; con la capacità di dare il giusto nome a quello che ci muove le budella; con gli abbracci, i baci e le carezze che ci narrano di un affetto gratuito, spontaneo e vicendevole.

L’educazione alla sessualità chiede la chiarezza e la tempestività delle risposte alle domande poste; impone un utilizzo dei termini che sia corretto ma allo stesso tempo adeguato all’età del figlio.

Le informazioni vanno accompagnate da un atteggiamento di calma, di spontaneità che lasci traccia di un argomento di cui si può parlare, che non crea imbarazzo e che fa parte della vita di tutti.

La sessualità è un argomento che si affronta gradualmente, attraverso un ascolto attivo che ci aiuta a prestare attenzione sia alla domanda che alle emozioni che la accompagnano.

A volte ci possono essere di aiuto dei libri, delle storie, leggere insieme al figlio può essere un modo per rompere il ghiaccio su un tema che per anni è stato un tabù, può essere il modo per trovare le parole giuste.

Non lasciamo soli i nostri figli ad affrontare una parte della loro vita che è affascinante, coinvolgente e che, se vissuta nel modo migliore, riempie la vita!

Francesca Cicogna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *