Lettera dal signor Mezsvago

Lettera dal signor Mezsvago

Cari abitanti di Mezzago,

vi scrivo per ringraziarvi per tutto il vostro aiuto e la vostra partecipazione durante la giornata del 21 maggio.

Grazie a voi il pericolo che incombeva sul paese è stato allontanato e la festa di Mezsvago ha potuto avere luogo!

Vi ricordate cos’era successo? Vi rinfresco le idee. Da qualche tempo sulla cima di torre Archinti, al posto delle solite rondini e dei soliti piccioni, si era annidato niente meno che un terribile drago venuto da chissà dove e determinato a stabilirsi definitivamente lì. Probabilmente avrà pensato di non poter trovare nessuna dimora più comoda di quella: rondinelle con contorno di asparagi per pranzo, vista sulla piazza per i momenti di noia, l’acquedotto a due passi da casa… Passava tutto il giorno a emettere sbuffi di fumo dalle narici che rischiavano ogni volta di appiccare un incendio e di gettare lo scompiglio per le vie del paese.

Fortunatamente il saggio Albero di Mezzago, che ne ha viste tante e di queste cose se ne intende, conosceva una  formula magica per convincere il drago ad andarsene. E, ancor più fortunatamente, vi siete offerti volontari in tantissimi per riuscire a preparare la pozione in questione e somministrarla al terribile drago.

Una squadra di bambini a dorso di bicicletta, capeggiati dal comandante Tiziano Favalli e dai tre alfieri Giulia, Erica e Valeria, è partita all’avventura nonostante le scarse informazioni, il caldo e tutti i pericoli di una missione incerta. Dopo una lunga biciclettata per i meandri del paese, tutti  gli ingredienti necessari all’impresa sono stati trovati.

Per la cacciata vera e propria è stato però necessario aspettare la sera, quando i draghi diventano notoriamente più sonnolenti e meno temibili. Qualcuno ha voluto preparasi alla battaglia finale preparando tutto il necessario per non farsi cogliere impreparato: cappelli da mago, mantelli e bacchette magiche (perché altrimenti le pozioni non funzionano), il tutto grazie all’aiuto dei volontari dell’associazione “Il Bruko”. Qualcun altro invece ha preferito rilassarsi in attesa dello scontro finale, passeggiando per le vie del paese, piene di bancarelle di hobbisti, produttori agricoli, artigiani, associazioni e musica, oppure sostare presso la piscina di mais. Questa è stata una sorpresa inaspettata, ma decisamente apprezzata da tutti: balle di paglia che contornavano una vasca di chicchi di mais. Era stata pensata per i bambini ma nonostante la mia età e il mio ruolo ho voluto farci un salto anche io!

Il pomeriggio è volato, fra un tuffo nel mais, una tappa al banco della Pro Loco (dove si teneva un semplice laboratorio di disegno insieme all’artista Maria Mesch), qualche assaggio presso le bancarelle dei produttori, uno sguardo stupito alle palme che occupavano la piazza (altro che Milano, qui non ci manca nulla) e lo spettacolo del mangiafuoco Ivan. A richiamarci all’ordine per portare a termine il nostro dovere è stato Lello, capitano della spedizione conclusiva fino alla torre. Insieme a Ivan, che si è rivelato essere inaspettatamente anche il suo aiutante, ha chiamato a raccolta tutta la cittadinanza e , in mezzo alla folla della  piazza, la pozione è stata preparata. Il drago si è accorto del fermento e ha cominciato a emettere enormi sbuffi di fumo e ruggiti spaventosi; temevo che sarebbe saltato fuori dal suo nascondiglio e ci avrebbe fatti scappare con una fiammata. Invece si è rivelato piuttosto ragionevole e quando la pozione ha cominciato a ribollire e salire in grandi volute fino a lui ha preferito spiccare il volo con la coda fra le zampe, in una nuvola di palloncini colorati.

La festa è andata avanti più allegra e vivace di prima, per festeggiare lo scampato pericolo. Le bancarelle di Street Food sono rimaste in piazza fino a sera e, sulle note degli Alzamantes, le danzi popolari hanno avuto inizio.

Credo che da adesso qualsiasi drago malintenzionato ci penserebbe due volte prima di stabilirsi qui!

Spero che siate soddisfatti dalla giornata quanto lo sono stato io e … Chissà se l’anno prossimo ci porterà qualche altra avventura?

Il Signor Mezsvago

“Il giornalismo con la partecipazione attiva dei lettori” La Redazione

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