Una bella giornata d’estate

Una bella giornata d’estate

Alice non ha mai visto da vicino un campo di mais, inoltre non riesce proprio a capire cosa sia un labirinto, così l’idea di passare un pomeriggio in un labirinto di mais le fa nascere una certa curiosità e un poco di titubanza.

Ma gli amici di Mezzago hanno detto che si tratta di una bella avventura e lei è pronta a tuffarsi in questa nuova esperienza.

Non c’è nemmeno bisogno di tante spiegazioni: ecco il campo, ecco l’entrata. Si va.

Alice si mette davanti alla fila: tutti dietro, adesso guido io!

Passo deciso, per niente intimorita dai fusti di mais molto più alti di lei, sorriso stampato in viso e intraprendenza da vendere.

“Oh, oh! Qui non si va da nessuna parte!! Torniamo indietro!” Gira su se stessa, lascia da parte amici e parenti e si rimette alla testa della fila. “Avanti, venitemi dietro!” Decisa, riprende a girovagare tra il mais.

Nell’andirivieni delle persone lungo il sentiero si incontrano piccoli e grandi indaffarati a trovare la via d’uscita. “Mah, ci siamo già visti!” “No di qui non si esce, dai proviamo dall’altra parte” “Eh no, di qui siamo già passati” E’ tutto un trambusto e Alice procede decisa avanti e indietro tra un sorriso, una foto nella fitta boscaglia, un selfie con papà che la prende in braccio.

A lungo andare però Alice comincia a perdere un po’ del suo smalto: “Uffa, ma dov’è l’uscita?”

Adesso ha voglia di uscire perché ha un appuntamento: tra poco inizia il laboratorio di marionette e lei freme dalla voglia di costruire il suo burattino “Mamma, andiamo al laboratorio?!” Davvero il suo tempo è scaduto e tutto il gruppo dietro lei si infila nell’uscita di emergenza e recupera il campo aperto.

Subito Alice si immerge in stoffe e bottoni, cartone e pennarelli, trecce di lana e nasi con tappi di bottiglia, forbici e colla e… tanta fantasia. Alla fine soddisfatta stringe il suo barattino e lo mostra con orgoglio agli altri. Il pomeriggio però è ancora pieno di attività: giochi d’altri tempi costruiti con materiale povero, grosse balle di paglia da scalare in compagnia di amici più grandi, per finire con la cena sotto il pergolato.

Sono ormai le nove di sera ed è ora di rientrare a Sesto San Giovanni. Ci salutiamo al parcheggio. “Voi non venite?” chiede ingenuamente Alice. ”No, noi abitiamo qui in questo paese, la nostra casa è qui a Mezzago”. Lo sguardo di Alice si fa tenero come solo i bambini sanno avere. “Che bel paese che avete!” dice con tono dolce e occhi sognanti. Esita un po’ a salire in macchina, ma due braccia decise la sollevano e la sistemano sul seggiolino.

Mentre l’auto si allontana una piccola mano continua a salutare felice.

Lidia Viviani

"Il giornalismo con la partecipazione attiva dei lettori" La Redazione

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