L'arte e la Devozione

L’arte e la Devozione

Giandomenico Tiepolo è approdato all’oratorio S. Luigi di Mezzago.

Tutto ha inizio dal ritrovamento, quasi fortuito, di uno scatolone nella mansarda dell’oratorio, contenente numerosi quadri con soggetti religiosi.

Nessuno ricorda come siano finiti lì e da dove provengano. Si decide allora di osservarli tutti attentamente e da sotto un velo di polvere emergono acqueforti raffiguranti Maria e Giuseppe con in braccio Gesù Bambino.

La Sacra famiglia è al centro di ogni opera. A volte è raffigurata in movimento, altre volte ferma, in atto di riposo, circondata da personaggi secondari e paesaggi esotici. Ne contiamo ben 24, simili, ma sempre diversi.

Le sorprese però, non sono ancora finite, infatti nello scatolone rimangono ancora 3 quadri.  In uno è raffigurato un angelo e uno stemma, sugli altri due appaiono due scritte. Una ci svela il significato dell’intera opera e il nome dell’autore “IDEE PITTORESCHE SOPRA LA FUGA IN EGITTO DI GESU’ MARIA E GIUSEPPE –OPERA INVENTATA E INCISA DA ME GIO: DOMENICO TIEPOLO – IN CORTE DI DETTA SUA ALTEZZA REVERENDISSIMA && – anno 1753”; l’altro scritto è il seguente: “ SUA ALTEZZA REVERENDISSIMA MONSIGNOR  CARLO FILIPPO, PRINCIPE DEL SACRO ROMANO IMPERO – VESCOVO D’HERBIPOLI – DUCA DI FRANCONIA ORIENTALE &&”

Lo stupore aumenta  e la curiosità pure.

I ricordi scolastici riguardanti il 700  Veneziano sono fievoli, perciò iniziamo a cercare in Internet, ed alla fine scopriamo che:

Giandomenico Tiepolo (Venezia 1727 – ivi 1804), figlio di Giambattista, dalla fine del 1750 alla primavera del 53, fu con il padre e il fratello Lorenzo in Baviera, a Wurzburg per occuparsi delle decorazioni della residenza di Karl Philipp, principe-vescovo del Sacro Romano Impero. E’ a questo principe-vescovo, che Giandomenico regala la sua opera composta da 27 tavole, comprendenti: una dedica, un frontespizio con lo stemma del principe e l’angelo della fama, il titolo dell’opera: “Idee pittoresche sopra la fuga in Egitto di Gesù Maria e Giuseppe e 24 stampe che illustrano il viaggio della Sacra Famiglia.

La suddetta serie è considerata il capolavoro acquafortistico di G. Tiepolo.

Quella trovata in oratorio è una ristampa del secolo scorso, appartenuta ad un sacerdote residente a Viterbo, che per vie traverse è giunta fino alla nostra parrocchia.

Le 27 acqueforti si potranno ammirare prossimamente, in oratorio S. Luigi nell’ambito della Mostra sul Natale che sarà   composta   da   tre  temi:

– ANNUNCIAZIONE

–  NATIVITA’

–  FUGA IN EGITTO.

Luigia Cattaneo

"Il giornalismo con la partecipazione attiva dei lettori" La Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *