Stragi Silenziose

Stragi Silenziose

Le stragi terroristiche sono entrate prepotentemente nel nostro vissuto quotidiano, condizionando il nostro modo di pensare, di viaggiare, di guardare al futuro, di approcciarci agli altri e alla nostra stessa vita. Cosa spinge un individuo a compiere dei gesti così disumani? Oltre a condannare queste azioni, c’è qualcos’altro che possiamo fare perché questo non accada più? Non dovremmo impegnarci perché tutte le armi e gli  ordigni che provocano morte e distruzione, smettano di essere prodotti e venduti in tutto il mondo? Questo è quello che dovrebbe fare una società civile e non posso fare a meno di chiedermi se sia più folle il gesto di un kamikaze, rispetto alla logica infame di produrre armamenti e mine antiuomo che creano stragi quotidiane. Ogni anno migliaia di persone, di cui almeno la metà sono bambini, muoiono o restano invalide e mutilate a causa di questa orribile strategia militare, che raggiunge il massimo della performance  quando a morire o a restare ferito è un bambino.

L’argomento delle mine antiuomo è trattato in modo delicato ed efficace nell’albo  illustrato “Nera farfalla” di Silvia Forzani  (AER). Immagini colorate a tutta pagina e poche semplici righe raccontano la storia di Abu, un bimbo che, giocando nel suo villaggio, trova per terra un oggetto nero a forma di farfalla e lo raccoglie, pensando che sia un piccolo giocattolo.

I colori sgargianti che accompagnano il gioco si trasformano con l’evolversi della storia, fino all’inevitabile epilogo. Tinte forti  e cupe prendono il sopravvento quando l’oggetto raccolto da Abu esplode, rivelandosi in tutta la sua malvagità.

“Come posso adesso tornare a giocare, senza la mia gamba… cosa posso fare?” si chiede Abu, sentendosi tradito da Nera Farfalla.

Un libro che, con un linguaggio semplice e appropriato, invita i bambini a diffidare dal raccogliere per terra oggetti sconosciuti, facendogli conoscere quello che accade ai loro coetanei in molte parti del mondo.  Al contempo cerca di sensibilizzare gli adulti a non rendersi complici di queste atrocità. Per sconfiggere queste brutalità diventa necessaria una riflessione collettiva che porti all’unica soluzione possibile, sempre più impellente: la costruzione di percorsi  di sensibilizzazione per diffondere una cultura di pace fra i cittadini, fin da bambini.

Annarita da Bellonio

"Tutto ciò che puoi immaginare è reale" Pablo Picasso

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *