25 Novembre 2017: Liberamente Donne

25 Novembre 2017

Liberamente Donne!

Ogni anno è il 25 novembre, Giornata Internazionale contro la violenza alle Donne.

Se dovessimo chiedere ad una classe delle medie superiori perché viene celebrata questa data è probabile che la maggioranza non lo sappia. Se dovessimo chiederlo ad una platea di adulti forse la percentuale sarebbe identica.

Dati preoccupanti? Segnale che la violenza è poco diffusa? Oppure presa di coscienza che se ne debba parlare ancora e ancora e ancora sino a quando il 25 novembre diventerà una Festa?

Negli ultimi 5 anni si sono registrati 774 casi di omicidio di donne, una media di circa 150 all’anno. Significa che in Italia ogni due giorni (circa) viene uccisa una donna.
Omicidio. Di questo parlano i dati.
Ma violenza è anche altro, molto altro. I dati Istat non registrano tutte le molestie, le prevaricazioni, le umiliazioni fisiche e psicologiche che molte donne devono subire nel corso della loro vita. Sono eventi che sfuggono, magari perché considerati parte della cultura dominante, a volte perché tollerati. Molte possono essere le ragioni per cui situazioni di dominio subite non vengono denunciate o raccontate per tempo ma ciò non le declina ad atti meno gravi.
Il confine tra ciò che è accettabile e ciò che è molesto dovrebbe essere chiaro e definito, trasmesso a maschi e femmine sin dalla più tenera età, libero da morali o pregiudizi. Chiunque rivesta un ruolo educativo dovrebbe mettere da parte ogni scrupolo e considerare la libertà del vivere, che non potrà mai essere tale finché vi sarà prevaricazione ed esercizio della forza dell’uomo sulla donna.

Ipocrita, inutile e sterile far la conta delle morti ogni anno, nel mese di novembre, quando nei restanti 364 giorni avalliamo comportamenti retrogradi, plaudiamo leggi conservatrici, contestiamo proposte avanzate. Ogni giorno, ogni gesto, ogni parola ha importanza nel creare una cultura di genere nuova, diversa, che non veda la donna sempre e solo come la brava mamma che accudisce i figli e, se proprio è brava, incastra anche un lavoro tra una cura e l’altra. Cominciamo a liberare i nostri figli dalle scelte obbligate e se per caso il nostro maschietto volesse fare il sarto e la femminuccia l’ingegnere, non ci stupiamo, è tutto normale. Forse cresceranno con un’idea più libera nei rapporti con gli altri, forse saranno meno violenti, forse…

Giulia Fumagalli

"Una finestra aperta sulla nostra comunità"

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